Chiuso Maddo alla grande! ora apre Sestri e Spoleto: il Nat@le che sia Tale!

“In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore.” Isaia che preannuncia la nascita di Gesù il Salvatore. Vediamo alcune caratteristiche. Una: “Non giudicherà secondo le apparenze” Se vogliamo seguire Gesù anche noi non guardiamo le apparenze come spesso facciamo e poi rimaniamo delusi. Oggi molti e anche giovani puntano tutto sull’apparire belli, magri, dipinti o meglio mascherati, con il risultato che quando cade la maschera andiamo in crisi. Gesù punta al cuore, L’adultera va  e non peccare più. Zaccheo: oggi  la salvezza è entrate in questa casa. Smaschera gli scribi e i farisei: «Razza di vipere, chi vi ha insegnato a sfuggire l’ira futura?” Poi l’altra caratteristica: “non prenderà decisioni per sentito dire;” Che pericolo quello del sentito dire. Una volta si giocava con i telefono senza fili. Una da una parte diceva una frase  e poi mam mano la frase passava da uno all’altro. Se partiva domani c’è il sole, arrivava mia mamma ha fatto il gnocchi. Essere vittima del sentito dire ferisce molto. Io ne so qualche cosa.  Ancora una caratteristica che porterà Gesù secondo Isaia. “Il lupo dimorerà insieme con l’agnello; Non si tratta di animali a 4 zampe ma a due. Come l’orso di S. Romedio che aveva due gambe e un cuore indurito. Come è difficile creare comunità, fare gruppo. I “lupi” alzano la voce, usano le mani per fa male, la lingua sempre tagliente. Gli agnelli umili e con voce tranquille. Normalmente il lupi scappano quando hanno ferito e rimangono gli agnelli a portare il peso anche loro. IL sogno è quello di vivere in pace senza la paura id essere attaccati magari di nascosto. Tutte le crisi nei gruppi e anche nei conventi nascono dai Lupi che si credono agnelli. Quanto difficile metterci insieme anche per una festa di Natale come questa ai Pellizzari.   Seconda lettura Paolo ai Romani. “in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.” Torna la speranza. Per tenerla viva Paolo ci da la strada: la Scrittura. Attraverso la perseveranza, altra arma vincente. Troppe sono le ritirate, o il fuggi fuggi. La paura di camminare nel buio, nel dolore, dopo una caduta. E anche cambiare camicia spesso alla ricerca della bella di torrigia non porta risultato. Troppi usano le scorciatoie convinti di arrivare in cima. La crisi di un responsabile, la crisi di una sacerdote, la crisi di una famiglia inizia con la paura della perseveranza. La vita non sempre c’è il sole. Ma anche con il freddo la vita è bella. E veniamo al Vangelo inizio del suo Vangelo: “ In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto” Strano per uno che si vuol sentire. Ma forse anche qui il deserto erano i finti sordi. Anche oggi il deserto può essere in un condominio, in una parrocchia, in una famiglia in un convento. Quanti silenzi per far soffrire. Quanto fa male in non essere ascoltati da persone vicine. Che sensazione oggi qui al Natale che sia tale che ci stiamo a sentire. Rompiamo il deserto fra un gruppo e un altro. Fra una chiesa e un’altra. Giovanni Battista: “  Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». Fa rumore un albero che cade senza che nessuno lo ascolti?  Molti dicono di no a questa domanda ma per Giovanni era un si. Questo raddrizzare i sentieri. Non quelli segnati sulle montagne ma i nostri sentieri che usiamo quando parliamo o predichiamo. O il modo tortuoso di vivere e far vivere gli altri. Giovanni si trova davanti i farisei i sadducei, i più convinti. I lupi vestiti da agnelli. “”Abbiamo Abramo per padre!”. Dicono pur di non scomodarsi, pur di non cedere alle loro convinzioni. Lavare la testa all’asino si dice. Il nuovo che ci porta al cambiamento spaventa un po tutti. Diventiamo vecchi molto presto con quel si è sempre fatto così o meglio non c’è da fidarsi di nessuno. L’Avvento è il contrario. Fidarsi di quel Dio che si è fatto uomo che la notte di Natale arriva nei notri cuori ancora una volta.Avvento è questa capacità e lavoro di farsi piccoli per accogliere quel Dio che si è fatto bambino e nascerà in una stalla con l’asino e il buo come riscaldamento. Quando somo partito a fare la capanna che vedete qui davanti ero tantato di fare laghetti e cascate, notte  e giorno e poi la neve:. Ma poi ho pensato alla stalla quando ero piccolo, Tanto fieno, tanto calore, e poche cose. Ecco percheè tanto fieno e poche cose. Buttiamo al macero tutto il più che disturba la magia del Natale, vincendo come voglia di lupo che abbiamo dentro. Ora che non posso parlare osservo molto di più. Un grazie a tutti voi che mi avete fatto il dono di questa Messa al Natale che sia tale. Ora la strada è piana. La mia BCS e il Mody One mi mettono la voglia di girare. Sarà per un Natale unico con la Messa di Mezzanotte nella sede rengers della Madonnetta. Dormirò il pomeriggio per rimanere svegli la sera tardi. Voglio vedere Gesù Bambino negli occhi. Come ho guardato la Madonna di Lourdes per chiedere i miracolo del sorriso. Per ora funziona. E per me è tutto!

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Author: Padre Modesto Paris

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