Raggiunta la vetta del Ilmispiz: Che fatica e che emozione!

Immaginiamo che le stelle marine sono i bambini che vogliono essere aiutati. Penso ai tanti ragazzi del catechismo che una volta fatta la prima comunione o al massimo la cresima non si vedono più, ne in chiesa ne vicino. E noi siamo quelle persone che guardano con le mani in tasca. C’è bisogno che anche ciascuno di noi scelga la strada di quel bambino che “lasciò le mani del papà e… corse sulla spiaggia”. Questo è  fare la differenza! Oggi sempre meno persone scelgono questa strada.  Ci si accontenta a vivacchiare, a scegliere quello che fanno gli altri, qualche volta tutti. La scelta rangers  è  fare la scelta della differenza, uscire dal gregge e peggio ancora dal branco.  Diventa sempre più una scelta difficile. Non capita da chi ci sta vicino e spesso contrastata.  Anche il branco, e nelle medie già si inizia, non accetta queste scelta e uno si trova spesso da solo a decidere che fare. Se in questo momento decisivo non c’è qualche responsabile che capisce e ascolta e aiuta e in contemporanea papà e manna, la scelta è lasciare il gruppo rangers. E’ una legge di natura. E’ inutile chiedersi dei motivi o trovare alibi. Il campo e anche questo, fa leggere già certe scelte e spesso rimango sconcertato. In positivo per alcuni che fanno miracoli! In ogni gruppo per fortuna ci sono famiglie che capiscono il valore rangers e non ci sono mare o nonni, o recuperi ch tengano. Ricordo che a 12 anni quando alle sette la mattina ho preso la corriera da Mione per Cles, poi Verona e Genova. Mi prendevano per matto, per strano. Alle medie alla scuola di S. Nicola mi dicevo che ero un poveretto. Tutti figli di papà e io in mezzo a loro spaesato ma molto convinto.  Tutti i responsabili, quelli veri non finti, hanno fatto questa scelta. Magari un sabato sera al bivacco invece che in discoteca. A luglio al campo invece che al mare con i nonni. Anche la scelta della riunione settimanale non può essere messa all’ultimo posto dopo nuoto, tennis, rientri, catechismo e poi la riunione rangers. Sento certi discorsi, del tipo: ho allenamento il martedi, giovedì e venerdi, al lunedì chitarra  e la mercoledi catechismo. Allora mettiamo la riunione il sabato. No, il sabato esco con gli amici. Me che fai al campo, mi verrebbe al voglia di chiedere. Non sono contrario allo sport, ai rientri allo studio, agli amici. Ma i rangers sono una scelta che fa la differenza. Anche io potevo continuare a fare cassette, ma che andare in Romania a Casa Speranza, o peggio ancora in Camerun dove c’è l’ebola e i serpenti!  Io non soffro più quando vedo un responsabile che lascia, penso che ha fatto la su scelta. Ma se mi chiama la mamma o qualche parente, per dirmi che non si trovava nel gruppo, che qualcuno lo ha ripreso. Allora divento cattivo e soffro ancora di più! Penso al papà di San Francesco, che lo cacciò di casa. La scelta forte va fatta con i piedi ben poggiati per terra ,  con una forza interiore non improvvisata ma dopo molto lavoro. Per un mese andavo a letto alle otto e pensavo e sognavo, e volavo. Avevo undici anni e pochi mesi. La scelta era di fare la valigia e prendere al corriera. E ho sognato l’Ilmispiz di portare i ragazzi di Genova quando diventerò sacerdote! Grazie a chi oggi ha raggiunto ancora una volta  questa vetta. Doveva piovere e invece! Quando uno vede casa mia, va sull’Ilmispiz, fa qualche campo, conosce la Madonnetta può considerarsi rangers. Tutti abbiamo la forza, un cuore, un fegato, la fantasia di fare la scelta del bambino con le stelle marine. Quando uno fa questa scelta e dopo un po’ si volta indietro scopre qualcuno che segue la sua strada. E’ il momento più emozionante. E va ancora più avanti. E scopre che ci sono persone che gli sono a fianco. Poi scopre che qualcun va avanti sulla stessa tua strada. Come oggi sull’Ilmispiz e allora inizia sognare a volare alto.  Non c’è bisogno di essere eroi, strani, fare passi da gigante. Basta il passo, la scelta giusta in quella direzione, ogni giorno. Il campo, ogni campo, da la possibilità, a tutti anche ai più piccoli di fare la differenza fino in fondo. Questa scelta non ammette scorciatoie o alibi. Non possiamo prenderci in giro. Non ammette ritardi. Non accetta compromessi. Ma occhi limpidi, cuore forte, volontà allenata a fare il bene. Pronto a ricominciare. Attento a non strafare e a farsi vedere. Ma onesto con se stesso e con gli altri. Pronto ad essere incompreso e scoraggiato. Mi verrebbe la voglia di fare esempi: ne faccio solo uno. Ieri alla foto dopo il matrimonio in chiesa mia mamma ha fatto un salto con le ciabatte dalla panca all’altare. Siamo rimati tutti stupiti. Eppure di anni ne ha tanti, prove ancora di più. Eppure, questa si che è la differenza.  Delle responsabili del GRS al campo famiglia sono andate alla Malga Lavazze per vedere se potevano andare con gli happyness: Questa è la differenza. Il viaggio di nozze a Rumo e poi a dormire alla Forestale e questa mattina all’Ilmispiz. Questa  la differenza! E non chiamateci eroi!

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Author: Padre Modesto Paris

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