#RestoaCasacon S&C: La musica elettronica

Oggi parleremo un po’ di musica, vi piace Gianni Morandi? piuttosto che I Pooh o ancora meglio I Cugini di Campagna?

Oddio ma come sei vecchio a proporci queste musiche. Forse mi prendereste in giro si, di fatti questi artisti sono troppo datati per piacervi, giusto? Vediamo un po’ cosa potrebbe piacervi allora mmm… beh senza dubbio la musica elettronica, quella che tanto ci fa ballare nelle discoteche.

Bene, forse qualcuno già lo saprà ma se vi dicessi che l’electronic music – d’ora in poi abbreviata e.m. – è nata ufficiosamente nel 1897? Andreste ancora in discoteca ad ascoltare un genere più vecchio dei vostri bis nonni? Si ovvio.

Proprio così, l’e.m. è un genere vecchio! Si ma cos’è? qualcuno dice “ma si è quella cosa realizzata tramite strumenti elettronici”, grazie alla m… allora tutta la musica contemporanea sarebbe elettronica.

Con e.m. è meglio intendere tutte quelle produzioni orientate a creare e/o esaltare il suono tramite l’uso di strumenti elettronici, analogici e digitali (sintetizzatori, software…).

Saltiamo il periodo storico dei primi strumenti elettronici e passiamo subito agli anni ’70.

In questo periodo molti gruppi iniziarono a sfruttare a dovere il sintetizzatore, ovvero uno strumento in grado di creare e modulare un suono; per intenderci i Beatles con un synth nel brano Tomorrow Never Knows trasformarono una risata di McCartney in un effetto gabbiano.

Gruppi come i Pink Floyd o i Genesis utilizzarono il synth con l’intenzione di produrre musica più “futuristica” e di fatto nacque ufficialmente la musica elettronica.

Anche l’Italia fece il suo con il boss della electronic disco il grande Giorgio Moroder.

Si susseguirono nel tempo gruppi di rock psichedelico che, come i Kraftwerk, fecero molti esperimenti, l’effetto dell’ascolto di questi brani è peggio di una sbronza… si puntava letteralmente alla pazzia.

Lasciando gli studi degli psichiatri, e andando verso sonorità più pulite l’e.m. iniziò a diventare grande e verso gli anni ’80 nacque in Europa il pop elettronico, come gruppo di riferimento di quest’epoca possiamo citare i Depeche Mode.

Però in questi anni vennero alla luce altri due generi che più ci possono interessare, ovvero la musica house e quella techno. Qui siamo in USA, questi due generi entrarono con prepotenza nelle discoteche iniziando a dettare legge.

La musica house punta ad esaltare un sound più regolare e più facile da ballare (brano “On and On” – di Jesse  Saunders) mentre con la techno abbiamo ritmi molto più veloci. (brano “A Number Of Names” – Sharevari).

Approdiamo negli anni ’90, arrivate in Europa, la house e la techno vennero subito stravolte generando così sonorità più aggressive cosicché nacque le jungle, la drum’n’bass, per capirci musiche da rave, molto dure.

Lasciamo le feste clandestine per spostarci negli anni ’00, anni del boom tecnologico, in questo periodo le invenzioni si sono susseguite in maniera iper-veloce, e così anche la e.m.

Il lavoro era già mezzo fatto non bisognava far altro che ricostruire, reinventare e ristabilire regole di generi già esistiti.

Negli anni 2000 quindi abbiamo l’apparizione della dubstep, in questo genere possiamo trovare una prevalenza di bassi, beat. Come artista di riferimento pensiamo a Skrillex.

Però non ci siamo fermati qui, tante furono le reinterpretazioni dei singoli gruppi che impostarono generi come la french house, e qui non posso non citare i Daft Punk con il loro mitico brano “One more time”.

E infine eccoci qua, fiuuu mannaggia che sfaticata 40 anni di musica elettronica.

Atterriamo quindi nel 2010, come avete visto la musica elettronica non ha avuto una storia liscia ma ci si è dovuti infilare tra un’intuizione e l’altra, tra un esperimento e un colpo di genio che hanno saputo plasmare un intero genere.

Negli ultimi anni, invece non sono molte le nuove inclinazioni, ma sono invece tantissime le intuizioni di alcuni artisti che hanno fatto trend.

Bhe quella per eccellenza è proprio lei… l’EDM (Electronic Dance Music), come detto il boom tecnologico ha reso possibile, in maniera precoce, la creazione di software come Logic, Pro Tools, Ableton, Cubase permettendo a ragazzini di prodursi la musica da soli usando solo un pc e una master keyboard.

Andate a leggere le storie di Avicii, Martin Garrix, Carl Cox e Paul Kalkbrenner per capire di cosa stiamo parlando.

Questi artisti hanno saputo reinventare la musica in tutta la sua interezza, prendendo pezzi di qua e di là, scoprendo nuovi sound e nuove possibili combinazioni.

Se stiamo parlando di modernità, non possiamo negare che è già vecchia e la corrente post-moderna è già qui tra noi, con la PC music che riscrive totalmente le regole della musica anche se ci vorrà tempo per capirla.

Quindi carissimi, prima di dare del VECCHIO a Gianni Morandi, pensate bene a ciò che state ascoltando perché potreste ritrovarvi, senza accorgervene, in una sala da ballo degli anni ’60 a ballare con vostra nonna.

Author: Redazione Suoni & Colori

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